Data di Pubblicazione:
2011
Abstract:
Le riforme che hanno interessato la materia pensionistica sono state inevitabilmente influenzate dal contesto socioeconomico in cui ha operato il legislatore. Sulla base di questa premessa si ripercorrono le tappe delle riforme del 1995 (c.d. «riforma Dini») e, prima ancora, del 1992 («riforma Amato»), che hanno avviato quel percorso di razionalizzazione e controllo della spesa previdenziale, sia mediante l’inasprimento dei requisiti d’accesso alle prestazioni, sia con l’introduzione di nuovi (e più penalizzati) modelli di calcolo delle pensioni, sia attraverso l’armonizzazione dei regimi previdenziali esistenti. Il sistema pensionistico, dopo la parziale deviazione dal seguita alla legge n. 243/2004, è stato poi completato con la riforma del 2007 che introduce un sistema di aggiornamento automatico dei coefficienti di trasformazione in relazione alle variazioni dell’attesa di vita; e, infine, dalla l. n. 122/2010, con la quale viene perfezionato l’impianto della riforma Dini, agganciando non solo l’importo della prestazione, ma anche (e soprattutto) il momento d’accesso alla stessa all’andamento dell’attesa di vita dei lavoratori. A seguito degli ultimi interventi, dunque, il sistema può dirsi in (tendenziale) equilibrio; resta però aperta la questione dell’adeguatezza della prestazione previdenziale pensionistica alle «esigenze di vita» dei lavoratori e degli strumenti mediante i quali possa soddisfarsi siffatta esigenza, atteso che il sistema contributivo non pare in grado – allo stato – di rispondere al precetto costituzionale in materia.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
SIGILLO' MASSARA, Giuseppe
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: