Data di Pubblicazione:
2012
Abstract:
Gli studi storici e delle istituzioni politiche accompagnati dall’analisi dei testiteatrali, la letteratura critica, la consultazione dei maggiori periodici dell’epoca, lecronache drammatiche e musicali, la lettura di memorie, diari e delle principaliautobiografie, nonché l’analisi delle fonti inedite d’archivio, hanno consentito dicomprendere, analizzare e portare alla luce come la nuova realtà politicoistituzionale,sociale, economica e culturale italiana – prima e dopo l’Unificazione– sia stata descritta e portata sulla scena dagli autori teatrali dell’Ottocento, moltidei quali membri del Parlamento nella seconda metà del secolo.Il Teatro rappresenta, in tutte le sue forme, dal melodramma al teatro diprosa, dal teatro di strada a quello dei burattini, una forza viva nel processorisorgimentale e unitario. È una fonte preziosa per la ricostruzione e lariflessione sul processo istituzionale e politico che ha caratterizzato lacostruzione dello Stato italiano. Specchio di un Paese che sta assumendofaticosamente una sua identità nazionale, il Teatro dell’800 penetracapillarmente nei vari strati della popolazione e diffonde posizioni ideologiche epolitiche che, altrimenti, resterebbero circoscritte in una cerchia ristretta difruitori.Istituzione culturale, strumento di educazione e di identificazione, sede dicostruzione del consenso ma anche mezzo di opposizione politica, il Teatrocostituisce – come dimostra il volume in oggetto – un punto di vista originale per‘rileggere’ la vita culturale, socio-economica, politico-istituzionale dell’Italia delXIX secolo.Il volume dimostra come nella prima metà dell’800 la comunicazioneteatrale si traduca soprattutto in protesta contro le istituzioni politiche esollecitazione di sentimenti nazionali, patriottici e indipendentistici, al fine didar vita ad una comunità nazionale. Importante anche la presenza degli albanesidi Calabria, protagonisti nelle lotte per il Risorgimento e l’Unificazione italiana,(ricordiamo, ad esempio, Domenico Mauro e padre Francesco Antonio Santori),a cui il volume dedica diverse pagine. Durante i moti insurrezionali, il Teatroesercita una continua azione di propaganda nazionale. Molti attori prendonoparte attiva ai moti risorgimentali; politicamente impegnate anche diverseattrici quali, ad esempio, Giacinta Pezzana a fianco di Mazzini e Garibaldi eAdelaide Ristori sostenitrice della politica di Cavour e dei Savoia. Rilevantiquestioni della vita nazionale vengono descritte e portate sulla scena da autoriche entreranno successivamente in Parlamento, come Vittorio Bersezio,Giovanni Bovio, Felice Cavallotti, Ferdinando Martini.Dopo l’Unificazione, il Teatro diventa piuttosto espressione della classegovernativa e tende ad assumere forme celebrative che assolvono ad unafunzione di pedagogia sociopolitica. Viene portata in scena la ‘nuova societàborghese’, il cui punto cardine resta la famiglia, il senso dell’onore, la proprietà,il senso del dovere e del lavoro. Fautore di un teatro pedagogico è don LuigiSturzo – autore anche di drammi politici – che nel 1899 fonda a Caltagirone ilTeatro ‘Silvio Pellico’.Il Teatro risente della nuova situazione politica venutasi a creare con iltrasformismo; numerosi, infatti, sono i testi teatrali che denunciano ledegenerazioni politiche, la corruzione, in linea con l’emergere di forme diantiparlamentarismo.Tra le varie tematiche analizzate, dal volume in oggetto, si segnala il ruolorilevante svolto dal Teatro dialettale in quanto continuazione di una tradizioneregionale che aspira a conservarsi, di fronte ad un centralismo che spinge,invece, all’omologazione sui modelli settentrionali e borghesi. Il rifiorire deldialetto diventa vera e propria espressione di orgoglio e amor proprio,
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
Unità d'Italia; Risorgimento; Istituzioni politiche; Teatro politico
Elenco autori:
Morelli, Maria Teresa Antonia
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